Ultimo di quattro figli , Luigi Guglielmino nasce a Susa (Torino) ) in casa Ricciotti Vassarotti di Giuseppe,notaio, il primo novembre del 1885 da madre originaria di Mattie (Anna Benetto) e da padre originario di Viù e poi militare a Susa.(Giovanni Guglielmino,di professione muratore). Allora il servizio militare durava tre anni .
Ancora bambino resta orfano del padre morto a 44 anni ed all'età di otto anni é costretto a fare il manovale al servizio di occasionali muratori per i quali trasporta calce e mattoni. A Susa, quando il lavoro da aiutante muratore gli consentiva di andare a scuola, era stato più volte ripreso dal maestro Bellone, perché invece di ascoltare le lezioni, lui disegnava, eravamo allora nel 1895, italiani e abissini in combattimento. Il disegno non era materia di studio.

AUTORITRATTO,1903
Ad undici anni é, operaio , insieme ai fratelli, in una fabbrica di chiodi ad Omegna, sul lago d'Orta. Allora si lavorava 12 ore continuative. Trasferitosi, sempre per esigenze di lavoro, ad Avigliana, a pochi chilometri da Torino, mentre un giorno passeggia tranquillamente, si imbatte in un veloce calesse il cui cavallo , imbizzarrito, si é scatenato in una corsa furibonda , né il suo conducente, un sacerdote, riesce ad arrestarlo in alcun modo. Il quindicenne Guglielmino si lancia sulle briglie dello scatenato destriero e riesce dopo lunga lotta a fermarlo. Se ne torna quindi a casa lentamente e, giungendovi , riprende la sua matita ed i suoi disegni che va da tempo realizzando.

Il religioso, un certo don Gentili, informatosi del salvatore tanto giovane quanto coraggioso,si reca a ringraziarlo personalmente a casa e lo scopre intento alla pittura. Sorpreso delle sue qualità, il reverendo riesce a farsi consegnare da Guglielmino alcuni suoi lavori che intende sottoporre al giudizio di quel maestro dell'arte sacra che era Enrico Reffo.

All'entusiasmo di Reffo fa eco l'invito rivolto dal sacerdote a Guglielmino affinché accetti di essere ospitato, nonostante l'età, presso il Collegio Artigianelli.
Luigi Guglielmino, sotto la guida del Reffo, compie preso rapidi progressi tanto da diventare il suo migliore allievo fino ad affiancarglisi nell'esecuzione di molti dipinti di ispirazione ed argomento sacri.
reffo
ENRICO REFFO
Il metodo di studio della scuola Reffo era basato dapprima sullo studio di venticinque tavole ornamentali disegnate dal Reffo stesso e di difficoltà progressiva. Eseguite queste si passava alla figura ove si disegnavano volti tratti dal Ghirlandaio cui poi si aggiungevano i chiari-scuri dapprima tenui e poi completi. Indi si passava al gesso , dapprima teste classiche p. es di Lucio Vero e poi figure intiere e in contemporanea si studiavano anatomia (osteo -artro -miologia), geometria, proiezioni ortogonali, ombre, prospettiva e cinque ordini architettonici. In più si frequentavano scuola media e media superiore. Venivano poi le copie a carboncino, le copie dal vero e infine lo studio del colore.

Alla morte del Maestro avvenuta nel 1917 , in ossequio alla sua esplicita volontà, il Guglielmino ne eredita lo studio. Talmente alta era la fama del Reffo e del Guglielmino che il pittore Giacomo Grosso dovette insistere per esporre al Circolo degli Artisti il ritratto del Reffo effettuato dal Guglielmino, in commemorazione del defunto. Gli venne assegnata una sala apposita ove il ritratto poteva troneggiare da solo. Questo nel 1919. Fu l'unica esposizione pubblica del Guglielmino.

Nel 1920 sposa Margherita Ruata di Villafranca Piemonte da cui ha due figli che non seguiranno la carriera artistica.
Dal 1917 al 1961 il Guglielmino si dedica all'esecuzione di dipinti, quadri, mosaici, ecc. commissionati in diverse parti d'Italia e all'estero, nonché all'insegnamento ed alla formazione di allievi che si caratterizzeranno poi per la loro personalità nel campo dell'arte, quali il Missori, il Favaro, il Dalle Ceste, il Baretta e tanti altri.

La sua attività spazia dagli oli agli affreschi, agli encausti, ai mosaici e molte personalità del tempo si recarono in visita al suo studio, non ultimi il Principe Umberto di Savoia, la consorte Maria José e la principessa Lydia di Aremberg col consorte il duca di Pistoia. Eseguì anche ritratti di esponenti della borghesia e della nobiltà. Non fu mai iscritto al Partito Fascista e amava definirsi un liberale giolittiano; per questo dovette subire i controlli periodici della polizia. Malgrado ciò, date anche le conoscenze nell'ambito di Casa Savoia, gli fu sempre consentito di lavorare serenamente.
Ultima opera é il Sacro Cuore in San Filippo Neri a Torino. Il 2 gennaio 1962, colpito da improvvisa malattia, il Guglielmino muore.
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